Morte dignitosa

Jan Fabre Merciful Dream (Pietà V) 2011 White Carrara marble 190 x 195 x 110 cm, base 270 x 40 x 180 cm

In questi giorni di polemica sul pronunciamento della cassazione circa la morte onorevole per Riina io credo che sarebbe dignitoso per lui trascorrere le ultime ore ed esalare l’ultimo respiro in presenza dei suoi famigliari. Per questo credo sarebbe sufficiente che, all’appropinquarsi dell’ultimo respiro, fosse ridotto il regime carcerario e venisse concesso ai familiari più intimi e prossimi del detenuto, di fargli visita in carcere in un ambiente meno angusto della sua cella, ma sempre all’interno del carcere stesso. La pietas umana si esprime in diversi modi e consentirgli il calore e la vicinanza dei suoi cari mi sembra un atto che ci renda migliori di lui, senza fare un torto ai famigliari di chi è perito per sua mano o per una sua esplicita richiesta.
A mio modo di vedere Riina, mai pentito per i suoi trascorsi, capace di un’efferatezza degna della cinematografia più cruenta e splatter, dovrebbe lasciare il carcere esclusivamente in una bara sigillata, diretto immediatamente a sepoltura o cremazione in base alle scelte che vorrà fare. La cerimonia funebre, se ci sarà, dovrà essere esclusivamente privata e non celebrata dal proprio clan, come altri boss ci hanno, tristemente, abituato a vedere.
Per concludere questo mio pensiero, se proprio il regime carcerario volesse distinguersi per pietà in opposizione alla barbarie criminale, allora dovrebbe farlo partendo dall’ultimo degli ergastolani e non certo dal boss dei boss.
Questo, ripeto, è il mio personalissimo parere che, senza dimenticare la pietas che ci contraddistingue dalle bestie, non vuole in alcun modo prestare il fianco alla celebrazione di un delinquente, nemmeno uno tra i tanti, ma il numero uno dei delinquenti.

Le otto montagne

Non è una biografia anche se è scritta con uno stile che potrebbe indurre il lettore a crederlo. Non è un romanzo di avventura anche se di avventura ce n’è più d’una. Non è nemmeno una saga famigliare anche se si parla di rapporti. Non è nulla di tutto questo, o forse è un po’ tutto questo, ben infulcrato attorno al tema dell’amicizia. Sono tanti i buoni spunti per rilfettere lungo le pagine del romanzo, ma, non so come, questo passaggio mi è rimasto impresso.

– Il modo in cui arrivava la notte in luglio, scendeva con calma, ti ricordi? Era l’ora che mi piaceva di più, e poi quando mi alzavo per mungere che era ancora buio. Loro due dormivano e io mi sentivo come se vegliassi su tutto quanto, come se loro potessero dormire tranquille perché tanto c’ero io.
Aggiunse: – È stupido, eh? Ma è così che mi sentivo.
– Non ci vedo niente di stupido.
– È stupido perché nessuno può occuparsi degli altri. Occuparsi di se stessi è già un’impresa. Un uomo è fatto per cavarsela sempre, se è bravo, ma se si crede troppo bravo finisce che va in rovina.
– Troppo bravo vuol dire mettere su famiglia?
– Per qualcuno forse sì.

Per alcuni versi mi restituisce sensazioni analoghe a quelle che mi generò il monologo finale di Novecento nel quale il protagonista dichiara tutta la sua incapacità di vivere una vita oltre quella in cui il destino lo ha collocato: tra la prua e la poppa di una nave. Qui Bruno si supera nell’individuare due differenti limiti: uno geografico che lo colloca in altezza, incapace di separarsi dai pendii e dalle pareti su cui è nato; l’altro ideologico che gli impedisce anche solo di immaginarsi in una condizione differente da quella dell’uomo selvatico protagonista di tante leggende del suo territorio.
Mi rimane ancora da capire se «Avrà imparato di più chi ha fatto il giro delle otto montagne o chi è arrivato in cima al monte Sumeru?».

Le otto montagne
Paolo Cognetti
Einaudi

È arrivato!!!!

mia_2017

Per tutti quelli che “io i soldi in beneficenza non li do perché poi chissà che fine fanno!!”
Per tutti quelli che “aiutiamoli a casa loro!!”
È arrivato l’attesissimo e preziosissimo calendario di Made in Africa Onlus.

Dodici mesi di sorrisi e buoni consigli per rendere migliore il duemiladiciassette.
Li potete trovare da me, da Angelo e Martina e da Libri al sette! Il costo è di 5 euro che verranno interamente dedicati al sostegno dei progetti che MiA appoggia in Africa. Non abbiamo struttura e non abbiamo costi di gestione, quindi state certi che il raccolto sarà interamente devoluto o reimpiegato per stampare i calendari 2018 che rappresentano la principale fonte di introiti.
Non esitate a contattarmi se ne volete anche da regalare ai vostri amici. Un regalo solidale che fa felice molte persone oltre a chi lo riceve e chi lo fa.

Info e richieste
Made in Africa Onlus
Libri al sette
clownbaraka@gmailcom
ziogalli@gmail.com