Eh PAF, un salto generazionale

Da qualche giorno allo sportello della banca con cui lavoro è affisso un manifesto da un metro per due che riproduce questo banner preso dal loro sito. Mi ha fin da subito colpito per quello slogan ammiccante “Meglio un paf oggi e un traguardo per tua nipote domani”.
Io sto per diventare padre e sono in preda a mille ansie e paranoie riguardo il futuro che saprò garantire a mia figlia, sia dal punto di vista educativo che economico. Mentre sul primo fronte ho un sacco di dubbi circa il futuro, dal punto di vista economico Un Piano di Accumulo Finanziario è nei miei progetti. La logica della formica, accumulare una briciola alla volta per riempire la dispensa del domani. Solo che oggi anche le briciole si fatica a metterle da parte, tuttavia questo non ci esautora dalla responsabilità che il ruolo genitoriale ci assegna.
Ma gli uomini del marketing di UBI, ben consapevoli di aver spinto la mia generazione a indebitarsi e spendere tutto quanto in loro possesso al grido di “Lo fanno tutti, puoi farlo anche tu”, hanno scelto per questa campagna altri destinatari, i nonni. I nonni sono figli dell’Italia buona quella che cresceva e risparmiava, quella veramente fondata sul lavoro, quella che rinunciava a ciò che non poteva permettersi e che non andava a dormire serena se non aveva tutti i conti a posto. Quegli stessi nonni che si sono fatti garanti del mutuo sulla nostra casa, quando addirittura non ce l’hanno acquistata, che si occupano dei nipoti permettendoci di risparmiare i soldi del nido, che quando vengono a cena ci riempiono il frigorifero. Tutte cose di cui sono assolutamente consapevole e grato, ma che forse hanno portato la mia generazione a vivere un po’ troppo allegramente, atteggiamento che il marketing ha perfettamente stigmatizzato in uno slogan.
Letteralmente generazione senza credito la mia, salvo il credito al consumo!

All Turds Float va in vacanza

ph. Alessandro Viganò

E con la traversata Pusiano-Bosisio si conclude la stagione 2017 di All Turds Float, e pure la mia, e non poteva farlo in modo migliore.
Lo scorso anno subii molto l’acqua calda del lago cantato dal Parini e, quest’anno, l’ho affrontato con qualche timore in tal senso, ma con l’entusiasmo che mi veniva dalla Onno-Mandello, entusiasmante al di là del risultato.
Facendo una proiezione sulla base dei tempi ottenuti nella traversata del Lario, applicati alla distanza inferiore della Pusiano-Bosisio, mi ero prefissato un tempo di 28′ e la classifica ufficiale è stata una piacevole sorpresa.
Primo dilemma della giornata: muta si, muta no. La muta migliora il galleggiamento, ma se poi fa caldo come lo scorso anno? Saggiata la temperatura e dopo aver spelato un sacco di margherite, rimetto la muta nella sacca e la rispedisco a Bosisio col battello che ci ha scaricato a Pusiano. Poi arriva il momento della partenza: parto davanti o dietro? Decido di seguire le indicazioni di un post molto interessante e quando mi trovo nel bel mezzo della “tonnara” in partenza rallento e mi accodo. Mi faccio trascinare fino a che non scorgo specchi d’acqua libera attorno a me. A quel punto riesco a impostare la nuotata, in allungo, frequenza bassa, spinta forte e mi sembra di andare davvero forte. Quando vedo l’arrivo, cosa da non sottovalutare per un miope-astigmatico, provo ad accelerare un pochino per evitare di trovarmi in una nuova “tonnara” e nuoto fino a che le mani toccano il fondo prima di rimettermi in verticale sui sassi, cosa tutt’altro che piacevole.
Ci sono volontari che prestano le braccia per evitare di caderci sopra e poi un morbido tappeto ci accoglie sulla riva dove viene preso il tempo.

ph. Elena Molteni

Ah, il mio tempo è stato 26’58″17 che confrontato con i 31’42″80 del 2016 mi fa ben sperare per il futuro!

Classifica Assoluta Corta 2017

All Turds Float II edition

E per la seconda volta ho concluso la mia traversata, con un tempo peggiore rispetto alla prima edizione che fa il paio con la peggiore preparazione. Tuttavia la soddisfazione è forse maggiore rispetto alla prima edizione, c’erano più partecipanti e più traffico che non consentiva di nuotare impostando il proprio ritmo e la propria bracciata. Avrei potuto fare di meglio, si può sempre fare di meglio, ma è al peggio ch enon c’è mai fine per cui direi che sono molto soddisfatto.
Ma poi la cosa bella della traversata è esserci, vedere la gente alla partenza, ascoltare i racconti degli altri, scoprire la signora che è alla sua diciannovesima partecipazione e che dietro l’aspetto da nonnina cela tempi degni dei nipoti, rivedere volti incontrati l’anno prima, e trovare un comitato d’accoglienza d’eccezione all’arrivo.
Ci si rivede l’anno prossimo, forse.