Morte dignitosa

Jan Fabre Merciful Dream (Pietà V) 2011 White Carrara marble 190 x 195 x 110 cm, base 270 x 40 x 180 cm

In questi giorni di polemica sul pronunciamento della cassazione circa la morte onorevole per Riina io credo che sarebbe dignitoso per lui trascorrere le ultime ore ed esalare l’ultimo respiro in presenza dei suoi famigliari. Per questo credo sarebbe sufficiente che, all’appropinquarsi dell’ultimo respiro, fosse ridotto il regime carcerario e venisse concesso ai familiari più intimi e prossimi del detenuto, di fargli visita in carcere in un ambiente meno angusto della sua cella, ma sempre all’interno del carcere stesso. La pietas umana si esprime in diversi modi e consentirgli il calore e la vicinanza dei suoi cari mi sembra un atto che ci renda migliori di lui, senza fare un torto ai famigliari di chi è perito per sua mano o per una sua esplicita richiesta.
A mio modo di vedere Riina, mai pentito per i suoi trascorsi, capace di un’efferatezza degna della cinematografia più cruenta e splatter, dovrebbe lasciare il carcere esclusivamente in una bara sigillata, diretto immediatamente a sepoltura o cremazione in base alle scelte che vorrà fare. La cerimonia funebre, se ci sarà, dovrà essere esclusivamente privata e non celebrata dal proprio clan, come altri boss ci hanno, tristemente, abituato a vedere.
Per concludere questo mio pensiero, se proprio il regime carcerario volesse distinguersi per pietà in opposizione alla barbarie criminale, allora dovrebbe farlo partendo dall’ultimo degli ergastolani e non certo dal boss dei boss.
Questo, ripeto, è il mio personalissimo parere che, senza dimenticare la pietas che ci contraddistingue dalle bestie, non vuole in alcun modo prestare il fianco alla celebrazione di un delinquente, nemmeno uno tra i tanti, ma il numero uno dei delinquenti.

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